Pazienti con declino cognitivo, quale farmaco si può usare per alleviare il dolore

Pazienti con declino cognitivo, quale farmaco si può usare per alleviare il dolore

Lo studio sui farmaci da utilizzare in pazienti anziani con declino cognitivo, tutto italiano, è stato pubblicato su Pain and Therapy.

Il trattamento del dolore negli anziani con declino cognitivo o con demenza si basa su strategie farmacologiche e non farmacologiche.
Il trattamento farmacologico deve tenere in considerazione cambiamenti fisiologici, comorbilità e interazioni farmacologiche che si verificano frequentemente negli anziani.

Il paracetamolo viene consigliato come approccio di prima linea per la gestione del dolore anche nei pazienti con demenza tenendo però presente che il suo utilizzo eccessivo può essere epatotossico.
Gli antinfiammatori non steroidei sono utilizzati anche in pazienti con demenza, ma bisogna fare attenzione al “roof effect”, cioè aumentando la dose dopo una certa soglia non aumenta l’effetto analgesico, aumentano invece gli effetti collaterali.

Uno studio riporta che gli oppioidi possono ridurre l’agitazione in soggetti con demenza avanzata, ma gli autori ricordano che questi farmaci sono accompagnati da sedazione, tolleranza, dipendenza e interagiscono con farmaci psicotropi.

Farmaci adiuvanti, come gli antidepressivi triciclici, non sono raccomandati per il trattamento del dolore nei soggetti anziani per gli effetti anticolinergici e per gli effetti collaterali.
Invece, gli inibitori del reuptake di serotonina e noradrenalina come la duloxetina sono molto più efficaci e ben tollerati.

Sono molto utilizzati anche farmaci antiepilettici, ma il loro utilizzo non è del tutto scevro da effetti avversi, soprattutto a livello centrale.
Farmaci antiepilettici, come gabapentin e pregabalin, sono stati ampiamente usati nel dolore neuropatico e molti studi hanno dimostrato la loro efficacia analgesica e meno effetti collaterali rispetto agli antiepilettici della generazione precedente. Tuttavia, non ci sono attualmente studi che indagano l’uso di antiepilettici per il trattamento del dolore nei pazienti con demenza.

La palmitoiletanolamide (PEA), una sostanza lipidica naturale derivante dalla struttura dell’ N-aciletanolamidi, che è contenuta in molti alimenti ampiamente utilizzati dagli esseri umani e in particolare in oli vegetali, è in grado di ridurre la neuroinfiammazione mediante antagonismo inibitorio su cellule non neuronali coinvolte nei processi di sensibilizzazione periferica e dolore centrale.

Quando somministrato per via orale, PEA ha dimostrato di essere efficace nel trattamento delle neuropatie periferiche dolorose di varia origine come la sintomatologia collegata alla sindrome del tunnel carpale nei diabetici.
Sono stati ottenuti effetti significativi anche nelle neuropatie sensoriali e motorie indotte da chemioterapia.

Se associato a determinati polifenoli con attività antiossidante, PEA si è anche dimostrato efficace nel trattamento cronico del dolore pelvico. Da un punto di vista clinico, la somministrazione di PEA per trattare i sintomi dolorosi è di particolare interesse per l’assenza di gravi effetti collaterali anche dopo prolungati periodi di utilizzo in individui anziani fragili.

Pertanto, l’efficacia preclinica e clinica di PEA contro il dolore cronico è stata ampiamente documentata.

Fonte: Pharmastar