Zoonosi, gli alimenti crudi e poco cotti possono dare rischio di Norovirus

Zoonosi, gli alimenti crudi e poco cotti possono dare rischio di Norovirus

Tra le intossicazioni e le tossinfezioni alimentari quella provocata dal Norovirus è fra le più diffuse, anche se poco conosciuta.

Il numero dei casi di zoonosi alimentari è in aumento, sia perché sono patologie sempre meglio diagnosticate, ma anche perché il maggior consumo di alimenti crudi o poco trattati e l’aumento delle persone sensibili hanno alzato il rischio di contagio e quindi i casi di malattia.
Accanto alle più spesso diagnosticate campilobatteriosi, listeriosi e salmonellosi, la zoonosi da Norovirus è forse quella di cui mediaticamente si parla meno.
Il Norovirus è un virus a singolo filamento di RNA che provoca gastroenterite con nausea, vomito – soprattutto nei bambini – diarrea acquosa, crampi addominali e insorge 1 o 2 giorni dopo l’ingestione di cibo contaminato. Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea. La disidratazione può rappresentare una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e i soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio, e deve quindi richiedere maggiori attenzioni mediche.

Norovirus è un virus enterico a trasmissione oro fecale, di cui l’uomo è il principale serbatoio di infezione. Attraverso la contaminazione delle acque il virus può facilmente infettare gli alimenti come bevande, frutti, soprattutto fragole o frutti di bosco in generale, verdura e frutti di mare, come mitili e ostriche, che più facilmente vengono consumati crudi o poco cotti, oltre a insalate, erbe e spezie. In Italia i casi più gravi sono stati segnalati proprio in conseguenza al consumo di molluschi bivalvi crudi.

È però sensibile al calore, quindi la cottura – quando possibile – lo inattiva rendendo sicuro il consumo. È bene rispettare le norme igieniche di base, lavando accuratamente frutta e verdura. Prestare molta attenzione nell’acquisto di molluschi bivalvi vivi, controllandone la provenienza  e in ogni caso proseguendo la cottura fino a 5 minuti oltre l’apertura delle valve.

Fonte: Farmacista33